Danno alle superfici di memorizzazione

Abbiamo già spiegato nel precedente post che il gruppo ottico non tocca mai le superfici di memorizzazione ma “lievita” ad una distanza che sta tipicamente tra gli 0,5 e i 3 micron.

 

Quando il disco riceve un urto o una caduta, le testine possono entrare a contatto con le superfici, specie se il disco è in funzione e quindi le testine non si trovano nella “zona di riposo” ma stanno leggendo/scrivendo sulle superfici.

 

Hard_disk_scrached.jpgIn una situazione del genere , le testine, a contatto con le superfici, le danneggiano provocando dei graffi su di esse compromettendo il loro stato.

Se i graffi sono profondi ed estesi sulle superfici, il recupero dei dati da hard disk rotto diventa sicuramente parziale se non impossibile.

Questo perchè il gruppo ottico prima di leggere dalle superfici esegue un test di diagnosi e l’allineamento , ma con superfici danneggiate, appena le testine vi passano sopra possono danneggiarsi irrimediabilemente.

 

Va da sè che in una simile condizione, su può eseguire il trapianto del gruppo testine all’infinito senza ottenere alcun risultato apprezzabile.

Ecco perchè la prima fase consta in una prediagnosi per cercare di stabilire se si è nelle condizione di tentare il recupero dati oppure se comunicare al cliente che il supporto è irrimediabilmente compromesso.

Danno alle superfici di memorizzazioneultima modifica: 2011-06-24T15:13:00+02:00da leofar71
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